CRIMINALITA' POLITICA AL FORNO. DA SERVIRE CALDA

Penso che prima di distruggere un essere umano ed un partito politico sia necessaria qualche riflessione. Nicola Cosentino è sottosegretario di Governo ed è il coordinatore della Pdl in Campania.Ha rivestito tali incarichi anche dopo le pubbliche accuse di collusione con la camorra provenienti da alcuni pentiti, dagli organi di stampa e dalle forze politiche di opposizione, il che vuol dire che il suo partito, il Pdl, in Campania ed in Italia ha ritenuto senza fondamento le gravi accuse mossegli.
Il fatto che soltanto quando Cosentino ha pensato di candidarsi al governo della Regione Campania sia partito contro di lui un fuoco amico da parte di personaggi come Alfredo Vito, Italo Bocchino e Paolo Cirino Pomicino, ha indotto legittimamente molti a ritenere che le accuse fossero solo strumentali a sbarrargli il passo verso la carica di Governatore per darla a qualcuno più amico. Le questioni morali sollevate da gente come Bocchino, Vito o Pomicino, data la dimensione intima dei soggetti, non possono infatti essere interpretate al di fuori del vantaggio che essi possono ricavare all'interno del Pdl.
La magistratura in tutto questo ha nicchiato. Ha nicchiato per oltre un anno ed ha anche rifiutato di sentire le repliche di Cosentino alle accuse mossegli, salvo a richiedere poi addirittura l'arresto del parlamentare.
A questo punto le domande da porsi sono due:
E' successo negli ultimi tempi qualcosa di clamoroso che ha indotto il GIP a chiedere l'arresto di Cosentino?
Gli uomini del Pdl campani che contrastavano Cosentino sapevano qualcosa in più dei comuni cittadini in argomento?
La risposta alla prima domanda la conosceremo tra breve appena note le motivazioni a supporto della richiesta di cattura,quella alla seconda domanda possiamo provare a darla noi.
Esclusi Vito e Pomicino, ai margini del Pdl, è Italo Bocchino a doverci spiegare l'ambiguità nella quale incorre quando difende pubblicamente l'innocenza di Cosentino e al tempo stesso ne sconsiglia la candidabilità al governo della Regione.
Pensa davvero Bocchino che un coordinatore regionale del Pdl è un minus rispetto ad un candidato alla Presidenza della Regione?
O Cosentino va messo ai mrgini del partito oppure va candidato a Presidente della Campania. L'idea di lasciarlo a coordinare il Pdl se non ha i requisiti di eleggibilità è ridicola.
Chiarisca Bocchino cosa sa e perché quello che sa non lo ha reso pubblico ai vertici del Pdl.
Diversamente sarà impossibile continuare a votare per un partito dove i requisiti di eleggibilità non coincidono con gli incarichi istituzionali del movimento politico.
Nel frattempo aspettiamo di leggere le motivazioni del provvedimento del GIP dalla cui lettura sarà sufficientemente chiaro se la magistratura si occupa della repressione della criminalità o se interviene a gamba tesa nel dibattito politico. Il sospetto avanzato dal Giornale di Feltri che si sia tenuto in forno l'accusa a Cosentino solo per servirla calda al momento dell'elezioen regionale, allo stato non è per niente fuori dal mondo