Il Mattino del 9 giugno 1999
di Corrado Castiglione
Il legale dei creditori del comune ha scritto un dossier da cui è scaturita l'inchiesta
“Dal dissesto ai Boc: il mio libro è finito nelle mani dei Pm”
Due esposti, da qui è partita la retata all'Anm. Da una parte i creditori del Comune, che in seguito all'emissione dei Boc si sono rivolti alla Procura; dall'altra le associazione di disabili, che hanno denunciato ai pm il paradosso dei nuovi bus: nuovi e bellissimi eppure fuorilegge, perché non rispettano la normativa europea in materia di tutela agli handicappati.
L'avvocato Gaetano Montefusco, 48 anni, rappresentante dei creditori del Comune, sentito più volte dai pm titolari dell'inchiesta sull'Azienda mobilità, ha persino scritto un libro per spiegare le ragione delle sue denunce. Il titolo: “Dal dissesto ai Boc”. “I magistrati lo hanno letto ancora prima che fosse dato alle stampe”, racconta oggi Gaetano Montefusco. Sono 1791 i miliardi di debito contratti dal Comune di Napoli con relative 19 mila pratiche: per il 50 per cento si è giunti alla transazione. Ma perché i creditori hanno dichiarato guerra all'operazione Boc? “Me lo faccia dire: per me oggi è un giorno triste, dispiace sempre quando qualcuno viene privato della libertà personale – esordisce il legale – mi auguro però che blitz sia funzionale alla ricerca della verità. Non è vero che noi creditori siamo, in linea di principio, contrari all'emissione dei Boc. Contestiamo, piuttosto, la normativa che consente a un ente che ha accumulato, di poterne contrarre dei nuovi. Nel libro che ho scritto ho cercato di capire la finalità dell'operazione Boc e devo dire che i conti proprio non tornano”. Gaetano Montefusco snocciola cifre e dati per spiegare quali sono i suoi dubbi: “I buoni sono stati emessi a un tasso che non è certo un affare: il costo è del 9,82 per cento all'anno, decisamente elevato. E i soldi che servivano per acquistare i bus non sono stati tutti spesi. Basti pensare che nel '97 erano accantonati ancora circa 150 miliardi, che fruttavano un interesse pari alla metà del costo. Di qui la riflessione: scusate, ma a cosa è servita questa operazione? Ho l'impressione che sia servita solo per aumentare il prestigio internazionale; si è cercato credito finanziario sui mercati internazionali soltanto per favorire l'ascesa di una classe dirigente”. Montefusco non ha sollevato dubbi e perplessità soltanto sui Boc, ma anche sull'operazione Gesac: “Provincia e Comune hanno venduto le loro quote, nonostante il dissesto. Come se non bastasse, la procedura adottata è quella della trattativa privata”. Ora Gaetano Montefusco, sta scrivendo un ulteriore libro: “il Titolo non l'ho deciso ancora, ma si tratta di un approfondimento delle vicende Boc e Gesac”.
Per quanto riguarda i disabili, in prima linea c'è l'Onlus, la lega per i diritti degli handicappati, che ha presentato numerosi esposti in Procura. Ecco un passaggio delle denunce: “Quali iniziative ha adottato l'Anm per superare l'ingiustificata discriminazione nel continuare ad acquistare autobus nuovi e inaccessibili?”. Gli stessi vertici dell'Anm avevano ammesso nel '98, in un lungo carteggio con l'associazione disabili, che nessuno degli autobus acquistati con i fondi Boc rispettava la normativa in materia di tutela dei disabili: appena 64 mezzi fra quelli in circolazione era in regola con la legge.



