Dopo tredici anni il Comune di Napoli esce dal dissesto finanziario: sono 3.637 i creditori ammessi dala commissione straordinaria di liquidazione per un importo complessivo di 952 milioni e 715 mila euro. Per il Sindaco Rosa Russo Iervolino e l'assessore alle Risorse Strategiche, Enrico Cardillo si tratta di “una giornata storica” che chiuse una fase difficile per la città. Nel corso di una conferenza stampa organizzata ieri e Palazzo San Giacomo sono stati illustrati gli effetti positivi per Napoli,m che “si libera di una macchia che aveva appannato l'immagine della città”.
da Il Denaro del 17 marzo 2006
Dopo tredici anni il Comune di Napoli esce dal dissesto finanziario: sono 3.637 i creditori ammessi dala commissione straordinaria di liquidazione per un importo complessivo di 952 milioni e 715 mila euro. Per il Sindaco Rosa Russo Iervolino e l'assessore alle Risorse Strategiche, Enrico Cardillo si tratta di “una giornata storica” che chiuse una fase difficile per la città. Nel corso di una conferenza stampa organizzata ieri e Palazzo San Giacomo sono stati illustrati gli effetti positivi per Napoli,m che “si libera di una macchia che aveva appannato l'immagine della città”.
Il provvedimento approvato mercoledì dalla commissione centrale Finanza enti locali del ministero dell'Interno segna, l'uscita dal tunnel per il Comune e anche per le migliaia di creditori dell'ente. Iervolino e Cardillo, oltre a sottolineare lo sforzo del Comune negli ultimi anni, ringraziano il ministro dell'Interno, Giuseppe Pisanu, e il sottosegretario Antonio D'Alì per la collaborazione istituzionale prestata. “Napoli – dice Cardillo – vive una giornata storica perché si chiude una fase difficile che aveva caratterizzato gli ultimi quindi anni della vita dell'Amministrazione cittadina, grazie all'azione di governo del centrosinistra che ha dimostrato di sapere governare bene anche quando deve affrontare questioni complesse”. Il dissesto aveva qualitativamente segnato l'immagine della città anche nel rapporto con il mondo dell'impresa, della finanza e degli investitori. “L'azione convinta – dice Cardillo – e i provvedimenti messi in campo in questi ultimi anni a Napoli hanno posto le basi per chiudere il dissesto e contestualmente proseguire sulla strada di una buona gestione della finanza locale”. Per il raggiungimento di questo risultato è stata determinante la decisione del Comune di mettere a disposizione della commissione straordinaria di liquidazione 60 milioni di euro: “diversamente – ricorda Cardillo – una parte di creditori ammessi non avrebbero visto soddisfatte le legittime pretese non essendoci più risorse disponibili”. Per l'assessore alle Risorse Strategiche ricorda anche che la collaborazione tra gli uffici del Comune e quelli del ministero dell'Interno “è stata inoltre un elemento utile per superare alcuni aspetti che riguardavano le procedure amministrative di chiusura del dissesto, e di questo intendo dare atto al ministro Pisanu che ha davvero profuso il massimo impegno, così come significativo ed efficace è stato il rapporto con il sottosegretario D'Alì”. Infatti, l'accertamento dei crediti e dei debiti è stato complesso sia per la dimensione che per il numero dei creditori interessati, sia per le continue modifiche legislative intervenute in tutti questi anni. “Ho riconosciuto – dice il sindaco Rosa Russo Iervolino – i meriti e l'attenzione del ministro Pisanu. Non cambio idea perché siamo in campagna elettorale. Siccome ho giudicato prima il ministro Pisanu come persona attenta a Napoli, continuo a giudicarlo come tale. Quindi – aggiunge Iervolino -, non polemica ma riconoscimento di attenzione. Spero, naturalmente, che gli avversari politici facciano la stessa cosa nei confronti miei e della mia giunta e abbiano il coraggio di riconoscere i meriti dell'amministrazione”.
Liquidati 3.637 creditori per quasi 953 mln €
Con il mutuo a carico dello Stato previsto dal decreto legge numero 8 del 18 gennaio '93 che regolamenta le procedure per i Comuni dichiarati in dissesto, con la riscossione di residui attivi accertati nel rendiconto '92, ed infine con il mutuo di 60 milioni di euro contratto dal Comune di Napoli nel 2005, sono 3.637 i creditori ammessi dalla commissione straordinaria di liquidazione per un importo complessivo di 952 milioni e 715 mila euro. Inoltre, sono riconosciuti i diritti contrattuali maturati al 31 dicembre '92 (ad esempio, straordinari, produttività, arretrati qualifica funzionale, arretrati assegni familiari) per un valore complessivo di 25 milioni 526 mila euro a 18.547 dipendenti comunali.
INTERVENTO
Un monito per tutti: i debiti si pagano
di Gaetano Montefusco
È stato solo grazie a un esemplare episodio di piena sintonia istituzionale se, dopo tredici lunghissimi anni, si chiuse finalmente la proceduta di dissesto finanziario del Comune di Napoli, la capitale del Mezzogiorno d'Italia.
Grazie al governo Berlusconi e al Ministro degli Interni Pisanu che, cl suo sottosegretario Antonio D'Alì, ha consentito che si mettesse la parola fine alla soppressione dei diritti del ceto creditorio, viene finalmente e definitivamente eliminato lo scudo normativo (legge sul dissesto degli enti locali) creato dallo Stato nei primi anni '90 in favore delle amministrazioni inadempienti e indebitate.
Va dato atto, però, in maniera chiara, al sindaco Rosa Russo Iervolino, al suo assessore alle risorse strategiche, Enrico Cardillo, al suo staff, alla Giunta e a tutto il Consiglio Comunale, nel quale anche l'opposizione di centro-destra è sempre stata presente e vigile sulla problematica, che sarebbe stato impossibile raggiungere tale risultato senza il sacrificio di uomini e risorse del Comune di Napoli e senza una convergente volontà dell'amministrazione cittadina e dell'amministrazione centrale di chiudere una pagina triste per i creditori e per tutti i cittadini napoletani restituendo piena dignità a una città che aveva scelto in un passato, neanche tanto lontano, di utilizzare le risorse destinate al pagamento dei debiti per dirottarle demagogicamente altrove.
Per comprendere l'importanza dell'evento ed apprezzare anche l'opera della commissione straordinaria di liquidazione del Ministero degli Interni, presieduta da Mario De Paola, e della sua struttura di supporto diretta da Luigi Goffredi, è necessario fare qualche paragone e fornire dati di confronto evidenziando come tra i 411 enti in dissesto, piccoli comuni, dove le commissioni straordinarie sono insediate dal 1993, ancora non abbiano provveduto a pagare una sola lire ai propri creditori.
Valga per tutti il caso emblematico del comune di Ischia dove ancora non si è versato, a distanza di decenni un solo euro ai creditori e si continua a fingere di lavorare sperando che i creditori muoiano o si rassegnino, o il caso del comune di Casalnuovo dove solo in questi giorni si sta procedendo al pagamento del saldo del capitale dovuto ai creditori ammessi; mentre a Napoli i creditori ammessi al passivo e che hanno rifiutato di accettare la mortificante transazione che li ha privati di oltre la metà delle somme dovute, hanno ricevuto, per gran parte e sin dal 2002, il pagamento dell'intera sorta capitale ed erano in attesa dei soli interessi.
Il comitato dei creditori degli enti in dissesto non soffre la sindrome di Stoccolma e continua a ritenere la legge sul dissesto finanziario sia da espungere dal sistema. Nella propria battaglia a favore del ceto creditorio offrirà, però, la massima collaborazione a quei comuni che non abuseranno delle guarentigie di una legislazione astrusa e cattiva per soffocare il diritto di credito non solo di imprenditori ma anche e soprattutto di cittadini che sono stati espropriati di beni per la realizzazione di opere pubbliche o che sono stati danneggiati da inadempienze della pubblica amministrazione.
Il concetto che i debiti si pagano deve essere ben chiaro a chi si candida ad amministrare la cosa pubblica.
* Presidente Comitato creditori enti territoriali in dissesto



