I CREDITORI DEL COMUNE PASSANO PER LA CASSA

da il Giornale di Napoli 23 maggio 1996
di Gennaro Scotto Pagliara

I CREDITORI DEL COMUNE PASSANO PER LA CASSA
Riscossi dopo un pignoramento i primi 625 milioni. Ed è solo l'inizio

Ore 9,00 di ieri, mercoledì 22 gennaio 1996: presso la cassa della Tesoreria del Banco di Napoli, nella Galleria Principe di Napoli, si è presentata una decina di persone. Sul viso di tutti, c'era stampato un sorriso colmo di soddisfazione. A qualcuno brillavano gli occhi dalla commozione. I componenti il gruppetto, che con molta discrezione hanno intascato una serie di assegni pari alla somma di 625 milioni di lire, non sono i fortunati vincitori di una lotteria, sono soltanto 9 (nove) dei circa diecimila fornitori che vantano crediti con il Comune di Napoli.
E quella che si è aperta ieri può rappresentare la “breccia di Porta Pia” per tutti i creditori che da anni, non riescono a incassare una sola lira dai forzieri di Palazzo San Giacomo. E i soldi pagati ieri mattina sono solo gli interessi maturati da tre anni a questa parte: il credito resta tutto ancora da incassare. Nel gruppetto dei nove “fortunati” figura anche il responsabile della “Società Meridionale Manutenzione srl”: una società che “avanza” dal Comune di Napoli la somma di 890.540.259 lire (accertato e certificato da commissari straordinari-liquidatori) e che rischia il fallimento perché debitore verso un Ente pubblico, l'Istituto Nazionale della Previdenza sociale di 89.309.85.
Creditori di enti pubblici costretti a fallire per debiti verso Enti pubblici: una spirale perversa, tutta italiana e napoletana in particolare. Infatti, degli oltre 400 Enti pubblici falliti in tutta Italia, la Campania ne detiene 96: preceduta soltanto dalla Calabria con 119. Soltanto il Comune di Napoli, sui 25mila creditori nazionali, vanta il numero maggiore: circa 10mila. E la cifra dovuta è da capogiro: oltre 2.300 miliardi di lire che con gli interessi (recentemente riconosciuti) fanno lievitare la somma a circa 3mila miliardi di lire. E sui ritardi accumulati dal Comune di Napoli, per il pagamento dei debiti, c'è un'indagine condotta dalle Procura di Napoli, dove si ipotizza il reato di “omissione di atti d'ufficio”. L'inchiesta è stata affidata al sostituto procuratore Arcibaldo Miller.
A dar man forte ai creditori, c'è stato il parere favorevole della Consulta della Corte Costituzionale che dichiarava: “I crediti continuano a produrre interessi e rivalutazione monetaria e che i relativi importi devono essere pagati non dalle gestioni commissariali dei vari comuni, ma dale gestioni correnti degli Enti dissstati una volta risanati”.