Il coraggio di continuare

Secondo Winston Churchill il successo non è definitivo e l'insuccesso non è fatale; l'unica cosa che conta davvero è il coraggio di continuare.

E ce ne vuole coraggio per continuare nella nostra battaglia ambientalista che va avanti da tanti anni. Ce ne vuole coraggio guardando nuovamente i rifiuti che si spandono lungo le strade del napoletano formando, come sabbia nel deserto, dune colossali di immondizia che ci pongono una domanda cui è difficile rispondere: quando finirà l'emergenza ambientale in Campania?

Passando dai rifiuti solidi ai reflui e vedendo le difficoltà in cui si imbrigliano i nuovi governanti sui temi dell'ambiente verrebbe la voglia di gettar via la spugna e dire «Chi ce lo fa fare? Andiamo via da qui».

Se Caldoro in un'intervista al quotidiano “La Repubblica” del 22 ottobre 2010 afferma di essere anche lui vittima di emergenze che partono da lontano stiamo freschi. Qua, in Campania, ci si candida a governare la Regione e si governa – come ha fatto Bassolino - da anni sfilandosi dall'assunzione di responsabilità proprie e dando la colpa ai predecessori.

Ma se chi comanda, sia pure con giustificazioni plausibili, non ritiene di essere capace di dare risposte alle emergenze che attanagliano la Regione, ci chiediamo, perché mai si è candidato? Chiunque è buono a dire che la colpa è degli altri ma noi non intendiamo ascoltare i soliti piagnistei, ci aspettiamo di più, attendiamo una reazione pronta, ragionevole e definitiva.

Noi vogliamo il disinquinamento del mare! Abbiamo proposto soluzioni, il Consiglio Regionale ha approvato una legge, la n.2 del 2010, si applichi la normativa e la Giunta Regionale, che ne ha i poteri, si attivi subito.

Fino ad oggi, in tanti anni, ne abbiamo incontrati di assessori regionali all'ambiente e di politici di ogni colore politico e qualcuno ha acceso la speranza che il litorale domitio si può recuperare, anzi si deve.
Dopo l'inutile e dannosa pausa di Walter Ganapini, ambientalista votato alla conquista del potere, è ora la volta di Giovanni Romano, uomo di potere con vocazione alla risoluzione dei problemi dell'ambiente.

Desta un'ottima impressione Romano, per i risultati conseguiti nella sua azione politica fino ad oggi e ancor di più per la chiarezza delle idee che espone in maniera comprensibile.

Anche Giuseppe De Mita, l'assessore regionale al turismo, in un recente convegno sul litorale domitio ha dato mostra di avere ben compreso che l'emergenza ambientale è quella primaria e questo ci dà quindi un ottimo motivo per trovare il coraggio di continuare e continuiamo.

Se Romano e De Mita si impegneranno e convinceranno il neo governatore che, piuttosto di versare lacrime sulle inefficienze storiche, recuperare immediatamente la balneazione è tecnicamente possibile con poca spesa, visto che i progetti ci sono e che i fondi necessari esistono, verrà finalmente il momento di dare il via ad un'inversione di tendenza di rilevanza storica.

L'inquinamento si può fronteggiare e l'ambiente si può recuperare. Questo è il messaggio che tutti aspettiamo per dare il via alla riscossa della nostra terra. E lo aspettiamo in fretta, con comportamenti conseguenti, per impedire che ulteriori generazioni vengano depauperate del loro futuro.

Abbiamo privato troppe generazioni, i nostri figli stessi, della salubrità della loro terra e del loro mare, non dobbiamo più tergiversare ma agire.

E veniamo a noi e al sorvolo del litorale domitio con l'assessore Giovanni Romano. Qualcuno malizioso ci ha chiesto chi ha finanziato il volo. Rispondiamo che è stata la cortesia di due nostri associati a permetterci di ospitare l'assessore per consentirgli di vedere dall'alto le spiagge che da Monte di Procida raggiungono il Garigliano.

Dario Cincotti, noto avvocato di livello nazionale e il figlio Alberto, imprenditore turistico operante a Bacoli, hanno la passione del volo in elicottero ed abbiamo chiesto loro, ottenendone un assenso, di fare un giro con l'assessore ed il consigliere regionale Pietro Diodato. Tutto qui.

Soddisfatta la curiosità dobbiamo evidenziare l'utilità dell'esame del litorale dal cielo. I focolai d'inquinamento appaiono chiari e la bontà della soluzione della posa in opera di condotte sottomarine si intravede subito perché è evidente che a qualche chilometro dalla costa l'acqua è pulita e che l'intorbidamento del mare è solo per qualche centinaio di metri dalla battigia. Dall'alto, però, non si vedono solo gli sconci che hanno devastato negli anni una fascia costiera una volta incantevole, si nota infatti ancora una ricchezza inestimabile.

La foresta di Cuma, che avvolge i ruderi della nobile città greca madre di Napoli, le ancora inaspettate e consistenti pinete di Castelvolturno e Baia Domitia e le lunghe lingue di sabbia dorata che si stendono ininterrotte lungo la costa offrono uno spettacolo di bellezza che ha resistito a tante violenze. Una bellezza che ci implora di far presto ad invertire questa perversa tendenza che ha reso il nostro territorio una pattumiera coprendoci di ridicolo nel mondo intero.