Il 15 maggio, a qualche mese dalle elezioni provinciali del prossimo 6 e 7 giugno 2009, i vertici del Pdl della nostra Regione hanno voluto sottolineare l'impegno del primo partito italiano a favore del risanamento ambientale del litorale domitio.
“Il degrado ambientale, nel quale i cittadini della Campania sono costretti a vivere da anni, è il segnale piu' evidente del fallimento delle politiche del centrosinistra a Napoli e in Campania” ha affermato Nicola Cosentino, coordinatore regionale Pdl, nel suo intervento alla conferenza stampa tenutasi al lido Le Dune di Licola sul tema “La bonifica del litorale domizio-flegreo non può piu' aspettare”.
“Se - ha aggiunto il parlamentare - in materia di raccolta di rifiuti urbani, grazie al deciso intervento del Presidente del Consiglio Berlusconi, si e' potuto tirare un sospiro di sollievo, con l'apertura del termovalorizzatore di Acerra e di altre discariche, per il resto siamo ancora all'anno Zero”.?
Difatti, con 573 infrazioni accertate (il 14,7% sul totale nazionale) e ben 63 arresti nel corso dell'ultimo anno, ci sono, secondo i dati dell'Arpac, l'Agenzia regionale per l'ambiente, 2.551 siti da bonificare in Campania, tra discariche, zone di abbandono incontrollato di rifiuti o sversamenti di residui industriali.
In questo contesto di degrado e di dilagante illegalità, il litorale domitio-flegreo detiene il poco invidiabile primato di essere la località con più alta presenza di siti inquinati e inquinanti.
“Negli ultimi tre anni - ha ricordato Gaetano Montefusco, lo storico legale e ideatore dell'Associazione Costa dei Sogni, che da anni si batte per il recupero della fascia costiera domitio-flegrea - si ipotizza siano stati smaltiti illegalmente in tutta la regione circa tredici milioni di tonnellate di rifiuti di ogni specie che, tradotti in camion, significano 520mila tir, che hanno attraversato l'Italia per concludere i rispettivi tragitti nelle campagne napoletane, nell'entroterra salernitano, e soprattutto nelle discariche abusive del casertano”.?
“Secondo i dati ufficiali del ministero della Salute sulla balneabilità delle acque - ha aggiunto Montefusco -, in questo territorio ci sono più impianti di depurazione che in qualunque altro posto in Italia. Le acque reflue che sfociano sul litorale domitio-flegreo dovrebbero essere le piu' depurate d'Italia, giacchè ben il 94% di tutte le acque che vi si scaricano sono trattate e depurate; mentre, ad esempio, Napoli ripulisce solo il 59% dei suoi scarichi e Salerno l'80%.
Eppure, sempre secondo i medesimi dati, il litorale domitio-flegreo e' il piu' inquinato d'Italia. Perché? Tra i tanti paradossi che scandiscono la storia degli oltre cinquanta chilometri di costa che da Monte di Procida raggiunge il Garigliano, vi e' quello dei Regi Lagni: un bacino fluviale di oltre 800 chilometri quadrati, che è, oggi, la più grande fogna d'Europa a cielo aperto.?
“Senz'alcuna remora - ha stigmatizzato Montefusco – l'amministratore della società Hidrogest spa, responsabile del depuratore di Cuma, ha recentemente confessato, innanzi alle telecamere di “Striscia la notizia”, che lo scarico del depuratore a mare e' illegale, non autorizzato e che l'impianto non e' in grado di depurare un bel niente.
Ma l'impianto di Cuma non è un'eccezione.?
“Nel medesimo stato di inefficienza totale - gli ha fatto eco il candidato presidente della Provincia di Napoli, Luigi Cesaro - si trovano gli impianti di Villa Literno, di Acerra, Marcianise e Napoli nord. In poche parole tutti e cinque gli impianti del Ps3 gestiti dalla Hidrogest, la concessionaria unica del servizio, per la cui scelta sono stati impiegati circa cinque anni”.Due anni fa - ha rilevato Pasquale Giacobbe, sindaco di Pozzuoli, nel cui territorio ricade anche la frazione di Licola Mare - furono spesi trecentomila euro per mettere a punto un progetto per la realizzazione di una condotta sottomarina e fu pubblicamente promesso dall'assessore all'ambiente regionale Nocera che entro quest'anno sarebbe stata completata, e invece ancora non se ne vede neanche l'ombra.
“Il principio delle condotte sottomarine, che negli Stati Uniti sta soppiantando la purificazione chimica – ha spiegato Montefusco - è un sistema integrato di depurazione, che non si basa sul semplice allontanamento delle acque dalla riva, che non risolverebbe granché, ma prevede invece di portare le acque reflue alle profondità termoclimatiche o della linea neutra.
La profondità termoclimatica e' una linea immaginaria che separa le acque fredde, che la luce del sole non riesce a raggiungere, da quelle invece riscaldate dal sole. Essa e' posta, nel Mar Tirreno meridionale, ad una profondita' di 25-35 metri, e al di sotto di essa le acque non risalgono in superficie seguendo il moto ascensionale, ma stazionano sul fondo dove vengono sedimentate. La linea neutra e' invece quella linea immaginaria che si trova ad una profondita' tra i 12 e i 15 metri, e separa le zone superficiali del mare, coinvolte nel moto ondoso, da quelle non coinvolte. L'una o l'altra scelta, presuppone ovviamente una diversità di costi.
“Nel caso di Cuma – ha concluso Montefusco – la condotta progettata dall'equipe tecnica guidata dal professor De Martino, raggiunge la profondità di circa 25 metri a 2.780 mt dalla costa. Allo scarico, in prossimità dei diffusori andrebbero sistemati filari di cozze per raffinare la depurazione. Una sola cozza depura 4 litri di acqua all'ora, ne basterebbero 15mila per depurare al top i 60.000 litri di acqua che sfociano ogni giorno a Cuma, una cinquantina di filari di mitilici darebbero un'acqua trasparente e splendida come un tempo”. (DA www.costadeisogni.it)



