Inquinamento marino per le acque di scarico: il caso approda a Bruxelles

Simone D'Antonio, Il Denaro, 7 giugno 2007

Approda in Parlamento europeo il caso delle acque di scarico di Quarto. Verrà esaminata oggi a Bruxelles dalla Commissione parlamentare per le petizioni la denuncia presentata dall'associazione "Avvocato del mare " sulla situazione di grave pericolo d'inquinamento marino legato all'inesistenza di impianti di depurazione di acque di scarico urbane nel comune di Quarto.
La petizione invita il Parlamento europeo a prendere in considerazione la grave situazione di pericolo per la salute che riguarda gli abitanti dell'intera zona costiera in cui viene effettuato lo sversamento delle acque non depurate.
Il testo descrive inoltre l'inadeguatezza delle opere fognarie esistenti che dovrebbero convogliare i liquami di una comunità di 40 000 abitanti verso un altro impianto provvisto di depuratore, ma che in realtà si trasforma in una cloaca a cielo aperto con forte pericolo per l'ambiente e la salute degli abitanti.
Nel testo che viene presentato ai membri dell'assemblea parlamentare europea viene inoltre brvemente riassunta la difficole situazione dello scarico di acque reflue nell'intero agglomerato di Napoli, che è coinvolto nella procedura di infrazione orizzontale comminata dalla Commissione europea all'Italia ed attualmente in corso.
I quattro impianti di trattamento di acque reflue esistenti non vengono infatti ritenuti sufficienti per collegare tutti i comuni dell'agglomerato ad un sistema di depurazione: tale stato di cose viola la direttiva 91/271/Cee concernente il trattamento delle acque reflue urbane ed inserisce anche l'agglomerazione napoletana tra i 468 agglomerati europei verso cui è stata avviata una procedura di infrazione su questa direttiva.
La Commissione ha invato a riguardo un primo ammonimento scritto all'Italia: ora si è in attesa della risposta delle autorità italiane, che è attualmente al vaglio.