Napoli, 19 agosto 2009
Le autobotti per l'espurgo dei liquami di fogna, dette "bottini", rappresentano un pericolo enorme per l'ambiente marino, come ha insegnato l'operazione Chernobil condotta nel 2007 dalla Procura della Repubblica di Santa Maria Capua Vetere. (http://www.costadeisogni.it/cds/25-luglio-2007-la-manifestazione-la-lega...)
L'episodio criminale dell'altro ieri, che ha visto i carabinieri sorprendere due uomini nella notte mentre sversavano rifiuti fognari nei pressi della mitica Grotta Azzurra ad Anacapri, è purtroppo un fenomeno consuetudinario e devastante.
Troppo spesso i bottini nelle ore notturne o in posti isolati, attraverso un tubo di gomma, svuotano direttamente la pancia delle autobotti (capacita’ media 5000 litri) nelle fognature o nei canali o nei fiumi.
Chi esercita quest'attività di espurgo correttamente svolge un meritorio compito di pulizia, chi è scorretto inquina in maniera pericolosa e durevole le nostre acque marine, ultime ricettrici di qualunque sversamento di liquami.
E' necessario a questo punto imporre, come per tante altre attività che si esercitano sotto il controllo dello Stato, sostanziose cauzioni agli imprenditori che operano nel settore.
Escutere una polizza immediatamente in caso di flagranza di reato sarebbe un deterrente non da poco per chi aggredisce il mare per guadagnare semplicemente qualche migliaio di euro disonestamente.
Gaetano Montefusco



