da il Giornale del Sud del 13 giugno 1998
di Roberto Aiello
L'avvocato Montefusco:una proposta indecente non accetteremo mai
********
Accuse & sospetti. É una vera e propria requisitoria contro l'atteggiamento dell'amministrazione comunale quella esibita da Gaetano Montefusco, uno dei legali dei numerosi creditori del Comune, nel corso della conferenza stampa con la quale è stata rigettata l'ipotesi delle transazione. Alla fine del suo intervento Montefusco ha intanto annunciato un ennesimo esposto alla Procura della Repubblica.
Ai cinque filoni di indagini già in corso, dunque, se ne aggiungerebbe un altro. Cosa andrete a raccontare ai magistrati lunedì?
“Beh, sì. Lunedì andrò personalmente a consegnare ai magistrati l'elenco degli adempimenti che il Comune di Napoli e la commissione liquidatrice dovrebbero onorare per depositare il piano di rilevazione dei debiti entro il 15 settembre. Un modo insomma per fornire elementi utili a valutare un'eventuale volontà dell'amministrazione di creare ulteriori ritardi”.
Mai come questa volta il Comitato dei creditori è apparso così determinato. perché?
Per un profilo di carattere etico. I creditori sono stati più volte accusati di avere crediti fasulli, ma dopo 5 anni e mezzo chi ha crediti legittimi vuole un distinguo, un riconoscimento. In realtà temiamo che la transazione proposta dal Comune impedisca lo svolgimento regolare della procedura che già a settembre dovrebbe cominciare a dare i suoi frutti. A sbloccare la situazione con gli acconti”.
In che senso?
“Il sospetto è che si possano utilizzare comportamenti scorretti, non conformi alla legge, cosa del resto già accaduta in passato, per scoraggiare i creditori e indurli alla transazione. Transazione conveniente solo per il Comune, naturalmente.
Che vuol dire che è già accaduto in passato?
“Che ad esempio quando la Corte Costituzionale dichiarò nel '94 che erano esigibili anche gli interessi, e i creditori cominciarono ad incassarli grazie a provvedimenti dei magistrati, l'allora insediato governo Prodi fece subito una legge proprio per bloccarne il pagamento”.
Ma, in questo senso l'amministrazione Bassolino che c'entra?
“Ha sempre trascurato la questione sin dal primo momento, ritenendo che non gli appartenesse come problema. Così, almeno fino a quando non c'è stato il primo intervento della Procura della Repubblica, del giudice Arcibaldo Miller. Eravamo nell'ottobre del '95. Fi convocato e spiegai i motivi della nostra protesta, le nostre preoccupazioni. Allora il Comune aveva esaminato solo 104 pratiche su più di 10mila. Da allora, in un certo senso, sono stati costretti a metterci un po' più di impegno”.
Dopo il vostro diniego alla transazione che cosa si prospetta adesso?
“Speriamo almeno che non si concretizzino comportamenti ostruzionistici. Ma a tutt'oggi non hanno ancora pubblicato il bando col quale i crditori dovevano presentare e documentare le domande al fine di consentire una distinzione rapida tra i crediti legittimi e non”.
Dunque ancora non c'è il piano d rilevamento dei debiti, previsto obbligatoriamente entro settembre, e non c'è neppure il bando. E a settembre mancano due mesi...
“Non solo, ma c'è anche un'altra preoccupazione, neppure tanto remota che risiede nel comportamento del legislatore che quando un termine non viene rispettato dall'amministrazione locale, anziché attivarsi a favore dei legittimi diritti dei cittadini, concede proroghe su proroghe. Una prospettiva del genere sarebbe dannosissima per i creditori. Si finirebbe per sfiancarli e per indurli alla transazione. Non a caso padre Rastrelli parlò di estorsione. Insomma, andrebbero in rovina. Anzi, grazie all'amministrazione comunale, molti di questi ci sono già andati”.



