Milano - Presentazione a Palazzo Serbelloni

Miriam Forte, la nota esperta di concorsi a premi, oltre a premiare i consumatori, ha deciso di premiare anche la cultura invitando Gaetano Montefusco a Milano.

La serata, svoltasi il 15 maggio nella splendida sala Napoleone di Palazzo Serbelloni, sede del circolo della stampa della città meneghina è stata organizzata dal Rotary Club San Siro, presieduto da Carlo Grassi, e si è svolta in due tempi.

Alle 19 il giornalista Roberto Fabbrucci ha presentato l'ultimo romanzo di Montefusco edito da Graus Editore e dal titolo "L'Etrusco". Un libro che affronta i problemi del degrado ambientale e morale di Napoli e del suo hinterland, dei traffici illegali e degli intrecci tra apparati deviati dello Stato e politica, tra politica e camorra, il tutto attraverso la storia del rapimento di una bambina e delle ricerche effettuate per il suo ritrovamento.

"E' un romanzo che ruota in una dimensione quotidiana - ha spiegato Fabbrucci - ma al tempo stesso in una dimensione eterna il cui leit-motiv è la necessità di recuperare sempre, per quanto e fin quando possibile, ciò che scompare, anche la memoria di ciò che di personale si smarrisce nei meandri della mente, si tratti di un amore, come nel caso del protagonista del racconto, o anche della storia di un popolo come è accaduto per gli Etruschi".

Durante la serata oltre che parlare del romanzo, l'autore ha fatto cenno anche all'originale lavoro cha sta facendo on-line con i suoi lettori con i quali sta realizzando un libro a più mani dal titolo "L'Afragolese. Ascesa e declino di Antonio Bassolino."

In sala tra il folto pubblico che affollava l'imponente salone si è avuta pure la presenza di qualche lettore milanese che sta interagendo con Montefusco ed altri lettori alla costruzione di quest'opera singolare.

Dopo la presentazione del romanzo è seguita la cena conviviale del club organizzatore e alla fine del pasto l'autore si è intrattenuto sul tema di cui era relatore affrontando il tema "Il problema di Napoli: le verità nascoste."

Con un'appassionata esposizione Montefusco ha denunciato il lungo silenzio della stampa locale e nazionale sull'incapacità dell'azione di governo del territorio da parte dei politici campani, primo tra tutti Antonio Bassolino.

"Sono stato isolato", ha affermato l'autore, "quando con i miei libri ed i miei articoli denunciavo il fasullo rinascimento napoletano. Giornali come Repubblica, il Corriere della Sera, ma anche settimanali come Panorama e Oggi non solo hanno nascosto la verità su quanto accadeva a Napoli durante il primo mandato a Sindaco di Bassolino ma, addirittura, hanno fatto credere all'Italia intera che a Napoli con un colpo di bacchetta magica si erano risolti tutti i problemi.

Chi lo paragonava a Toni Blair, chi a San Gennaro, e nessuno ascoltava le critiche. Si è giunti così ad un radicamento di un potere enorme da parte della Corte bassoliniana che, nell'inerzia di un'opposizione guidata da personaggi privi di spessore e consistenza, ha portato in lunghi quindici anni la Campania verso la più grande tragedia ambientale mondiale. Una tragedia che tiene conto, per i più, solo dei guasti sulla terraferma dove depositi di veleni industriali inquinano irrimediabilmente grosse porzioni di territorio mentre montagne di rifiuti appestano l'aria del capoluogo e di decine di grossi comuni.

"Ma in Campania - ha proseguito Montefusco - la tragedia ambientale è più ampia se si guarda alla assoluta mancanza di depurazione dei reflui ed allo stato penoso di mare e fiumi, anche qui per mancanza di capacità del Commissario straordinario che fino a qualche mese fa è stato sempre Antonio Bassolino."

L'autore ha denunciato pure la complicità degli industriali e del mondo delle università, preoccupati a suo dire di accaparrarsi appalti o incarichi professionali prestigiosi senza alcuna capacità critica rispetto al diffuso malgoverno che ha visto la nuova camorra imprenditrice, quella in giacca e cravatta, impadronirsi in maniera stabile del territorio campano.

"Oggi", ha concluso amaramente Montefusco, "tutti si accorgono che a Napoli e in Campania c'è una criminalità organizzata potente ed una classe politica inefficiente, ma ancora si affidano per le analisi a quel piccolo nucleo di faccendieri che si autodefiniscono intellettuali per capire cosa è accaduto in questi anni. Fin quando non si toglierà il velo dell'ipocrisia sugli stretti rapporti economici tra società civile e politici locali, tra camorristi e finti imprenditori, tra prezzolati giornalisti e intellettuali da burla, continueremo ad avere una visione distorta di una terra dove le uniche forze sane, quelle che vivono solo del proprio lavoro senza attingere alla mammella pubblica, sono le uniche prive di voce perché fuori dal coro, unico a far sentire la sua ondivaga voce da 15 anni su giornali e televisioni subordinate al sistema di potere.

Miriam Forte ha inteso, presentando questo autore, dare voce - come premio meritato - a chi, come Montefusco, pur non godendo di sponsorizzazioni o del favore di lobby, è impegnato quotidianamente da anni in faticose battaglie in favore di valori troppo spesso trascurati nella civiltà dell'immagine.