NON SI FERMA L'INCHIESTA PENALE

da Il Giornale di Napoli del 10.4.198
di Brunella Cimadomo

NON SI FERMA L'INCHIESTA PENALE
Secondo i giudici è il valore delle quote a determinare la competenza dell'organo di vendita
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Nel suo studio di Corso Vittorio Emanuele, l'avvocato Gaetano Montefusco, 47 anni e conosciuto per la battaglia intrapresa al fianco dei creditori del Comune, studia le sentenze depositate dai giudici ma la sua aria non è specchio di rassegnazione. Forse dopo aver seguito, per anni, “il più grande bluff della storia economica internazionale” (così è sottolineato il suo ultimo libro) è abituato ai “Miracoli italiani”.

Avvocato, è andata male?
“La materia è complessa e non esistono precedenti. La decisione dei giudici amministrativi appare ben motivata ma non condivisibile. Si sostiene che i creditori avrebbero dovuto impugnare il comportamento omissivo delle commissioni liquidatrici relativo al mancato inserimento delle azioni nell'inventario dei beni e non la vendita della quota azionaria”.

E non può impugnare questo comportamento omissivo delle commissioni?
“Si, ma potrebbero farlo solo quei creditori che venissero a conoscenza oggi di tali violazioni e non quelli che, invece, avevano presentato ricorso nel giudizio già deciso”.

Questa sentenza porrà fine anche all'inchiesta penale?
“Non credo. Il TAR ha omesso l'esame di gran parte delle doglianze”.

Quali?
“Quella relativa alla trattativa privata in luogo di una gara ad evidenza pubblica, o quella che riguarda la consegna delle azioni agli inglesi senza il versamento contestuale del controvalore”

E perché?
“In tutte e tre le sentenze, il TAR ha desiderato evidenziare che il giudizio amministrativo, contrariamente a quello penale, consente al giudice solo l'esame delle infrazioni relative a domande del cittadino che vi abbia interesse”.

E i ricorrenti non avevano interesse
“Il TAR ha ritenuto inammissibili tutte le domande proprio per difetto di interesse a ricorrere. Ha esaminato solo uno dei quesiti dei consiglieri provinciali di An e nessuno di quelli dei creditori e degli ambientalisti. Si è limitato a stabilire che la giunta poteva effettuare la vendita giacchè non aveva un valore strategicamente rilevante”.

E lei è d'accordo?
“Niente affatto, la motivazione, per quanto bene argomentata, non è convincente. Presenteremo ricorso al Consiglio di Stato. Una vendita di quote azionarie è una vendita e basta. Se il legislatore avesse voluto creare distinzioni l'avrebbe fatto”.

Si può parlare di sentenza di “regime”?
“È una libera interpretazione di giudici liberi. Non condivisibile e quindi impugnabile”.