Dopo l'estate nera del mare napoletano e lo scandalo del depuratore di Cuma scendono in campo gli avvocati partenopei. Un sostanzioso risarcimento non solo per gli operatori e gli imprenditori delle zone colpite, ma anche per i cittadini che vivono nell'ansia e nel timore per la propria salute. E'quanto chiedono i legali dell'associazione forense "l'avvocato del mare".
Di Eleonora Tedesco da "Il Denaro" del 24 0ttobre 2009
La Corte Costituzionale di recente ha autorizzato i cittadini a chiedere il rimborso dei canoni pagati per la depurazione quando il lavoro di smaltimento dei liquami non avvenga correttamente. La Cassazione, inoltre, ha ammesso, oltre alla risarcibilità del danno patrimoniale nelle forme di lucro cessante e danno emergente, anche quella del danno morale.
Due sentenze che, secondo i membri dell'associazione "L'avvocato del mare", rappresentano il quadro normativo entro il quale poter far valere, in sede legale, i diritti di quanti, semplici cittadini e imprenditori hanno pagato a caro prezzo le disfunzioni del depuratore di Cuma. "Abbiamo avuto un momento molto difficile, come avvocati cerchiamo d'individuare le responsabilità e d'informare i cittadini su come devono fare per ottenere il ristoro degli ingenti danni subiti", sostiene il presidente dell'associazione forense Gaetano Montefusco, che punta il dito contro la "Regione e l'Hidrogest spa, concessionaria del depuratore di Cuma grazie a un contratto di oltre 2mila miliardi delle vecchie lire, spalmato su 15 anni".
I cittadini, spiega ancora, che "hanno subito il cosiddetto danno da ansia, hanno diritto ad un risarcimento non patrimoniale. Gli imprenditori, così come gli esercenti dei negozi - continua - hanno diritto a ben più ingenti danni. Devono dare la prova del calo di presenze e del calo d'incassi, e così potranno ricevere un ristoro, nella speranza che l'effetto panico non abbia riflessi anche sulla prossima stagione". Sul fronte dei canoni, spiega Montefusco, gli abitanti delle zone interessate "possono chiedere un rimborso a causa del malfunzionamento del servizio. Noi, come associazione, siamo pronti a dare la nostra assistenza". L'avvocato chiarisce anche che i richiedenti devono attendere la definizione delle modalità di rimborso e gli importi che, una Legge dello Stato, in vigore dopo la pronuncia della Consulta, ha affidato ai gestori.



