TROPPO DEGRADO: IL GOVERNO ESERCITI LA DELEGA da "Il Denaro" n.31 del 15.2.2005.

Troppo degrado: il Governo eserciti la delega
Gaetano Montefusco

Siamo alla frutta! Se il sindaco di Torino, Sergio Chiamparino, propone una giornata di blocco simultanea del traffico nell'intera pianura padana e il ministro per l'ambiente, Altero Mattioli, replica che i sindaci non possono fare altro, allora davvero siamo messi male.
Noi, cittadini di una regione che, grazie al mare, respira meno peggio della Padania rinchiusa nel cerchio alpino, non possiamo far altro che incassare dolorosamente una dichiarazione così palese di resa incondizionata di fronte all'assalto delle "polveri sottili".

Una sconfitta che si accompagna, in materia ambientale, ad altre parimenti umilianti che sono sotto gli occhi di tutti. Il degrado del suolo e del sottosuolo, la forzata regimentazione di corpi idrici avviliti da contaminazioni di natura varia, il mancato smaltimento dei rifiuti in forma corretta e la sistematica
distruzione del patrimonio naturale sono il pro-dotto di una disattenzione e di una approssimazione alle quali bisogna mettere la parola fine.

Gli abusati provvedimenti consistenti nel blocco parziale o totale del traffico, ad esempio, per restare sull'argomento delle polveri sottili e rinviando in seguito ad altri tipi di problemi, non possono essere più visti come dei rimedi.
E' troppo semplice cavarsela, come fa il ministro Mattioli, affermando che siamo di fronte a un'emergenza, le risposte che i cittadini si atten-dono da chi ha responsabilità di governo sono altre.

Non basta neanche la considerazione, che appare demagogica, secondo cui chiudere i centri storici, applicando costosi pedaggi, come hanno fatto a Londra, danneggia i meno abbienti perchè di certo i poveri hanno bisogno di ben altro che di circolare in auto fino al centro delle città e non è certo questo il risultato che si aspettano da chi decide della loro vita.

Occorrono purtroppo lavoro sodo, competenza e meno chiacchiere e sia chiaro, onde evitare equivoci, che non s'intende qui criticare l'operato di Mattioli che lavora seriamente ma semplicemente alcune delle sue affermazioni perchè non condivise, nè condivisibili da chi non vuole arrendersi ad un disastro ambientale che, invece di regredire, si amplia anno dopo anno.

Se l'Italia, come risulta da uno studio di Legambiente, è al primo posto nella classifica europea delle infrazioni alla legislazione comunitaria in campo ambientale, non si può dire: "Pazienza!" e pensare di vietare la circolazione nell'intera pianura padana o nello stivale che oggi è inte-ressato da provvedimenti a macchia di leopardo.
Bisognerebbe invece rimboccarsi le maniche e accelerare quel processo riformatore tanto atteso e per il quale già da due mesi il governo ha ri-cevuto carta bianca dal Parlamento. La legge, criticata da alcune associazionI ambientaliste, rivoltesi nello scorso novembre addirittura al presidente Ciampi perchè non la firmasse, in quanto concede al governo un'ampia delega è invece quello che ci vuole - proprio per l'ampia delega - per portare finalmente ordine in una giungla normativa che spalma le competenze in materia ambientale su una quantità tale di enti rendendo difficile il controllo sugli abusi e, ancor di più, e ciò è paradossale, sapere chi deve effettuarli questi controlli.

Ministeri, Regioni, Province, Comuni, Capitanerie di porto e Commissariati vari, ognuno è competente per un segmento ed alla fine nessuno sa di chi sono le colpe che vengono attribuite con leggerezza a cause naturali (leggi l'aumento della popolazione) o alla tecnologia.
La tecnologia mette a disposizione strumenti che servono a migliorare la nostra qualità di vita e se tali strumenti non sono correttamente utilizzati, ai fini della tutela ambientale, la colpa è di chi non fa regole chiare per l'uso, prevedendo sanzioni davvero efficaci, ed è quindi di chi go-verna gli Stati, le Regioni i comuni e così via.
Ora che il governo italiano ha ricevuto quest'ampia delega a legiferare in materia, perchè non si comincia?

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