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Secondo Honorè de Balzac, tra i maggiori scrittori del XIX secolo, le leggi sono ragnatele che le mosche grosse sfondano, mentre le piccole ci restano impigliate.
Nulla di più vero nel caso verificatosi a Napoli ieri, il 10 dicembre del 2009, in occasione di una manifestazione pacifica di ambientalisti, gente rara in una Regione governata dai Verdi e messa al tappeto dall'incapacità dell'azione di governo in dieci anni, tanto che per togliere la spazzatura dalle strade è dovuto intervenire il Presidente del Consiglio.
Da decenni in Campania le autorità locali e statali, sia quelle di tipo elettivo che le istituzioni di tipo burocratico, dormono anche di fronte allo scempio dell'ambiente marino devastato da un sistema di depurazione costoso e paradossalmente inquinante e nessun pezzo grosso resta impigliato nelle maglie della legge per gli ingenti danni prodotti all'igiene ed all'economia.
In più, denunce presentate da oltre quattro anni ancora non sono state neanche esaminate.
Appena i cittadini, cioè i soggetti danneggiati nella salute e nella tasca dall'illegalità ampiamente diffusa e durevole delle Istituzioni stesse, si organizzano per una pacifica manifestazione ecco che vengono trattati come malfattori.
Il 10 dicembre del 2009 oltre trenta associazioni organizzano una pacifica manifestazione denominata “Carovana per la legalità e contro il degrado.”
Una fila di auto colorate, fasciate di manifesti, parte dal fiume Garigliano per incontrare altre auto in vari punti di raduno lungo i circa sessanta chilometri del litorale, a Mondragone, a Pescopagano, a Regi Lagni e infine a Cuma, per poi dirigersi con bandiere e striscioni al Palazzo di Giustizia e chiedere al capo della Procura partenopea di accelerare le indagini contro i responsabili ed ai Consiglieri regionali di intervenire subito sull'inutile assessore all'ambiente che risponde al nome di Walter Ganapini.
Sono associazioni del tutto autonome tra loro, associazioni di comuni cittadini e associazioni di categorie che operano nel settore turistico, ma fanno capo, nella lotta contro l'inquinamento del litorale domitio, una costa rovinata dall'inefficienza della depurazione, al cartello ambientalista di Costa dei Sogni.
Mentre si svolge la manifestazione la polizia a sorpresa blocca il corteo.
Se non si sono verificati spiacevoli incidenti tra manifestanti e polizia ciò è dovuto semplicemente alla buona qualità dei partecipanti ed alla legalità di cui è intrisa la manifestazione, legalità che ha impedito ai manifestanti di reagire alla violenza istituzionale usata dalle forze dell'ordine.
Questi i fatti:
La Polizia di Stato, uffici di Caserta e Napoli, le province attraversate dalla carovana, tempestivamente avvisata della manifestazione in questione nella settimana prima, ha inopinatamente impedito l'attraversamento della città di Napoli al corteo di auto perché troppo lungo.
Non lo ha fatto in via preventiva e nei giorni immediatamente precedenti la manifestazione durante i quali ha ripetutamente invitato e ricevuto i responsabili delle associazioni nei propri uffici.
Non lo ha fatto neanche quando all'ultimo posto di raduno, innanzi al depuratore di Cuma ha avuto contezza piena del numero delle autovetture che provenienti da Baia Domitia, Mondragone e Castelvolturno si univano a quelle lì in attesa, giunte da Quarto, Pozzuoli, Bacoli e Monte di Procida, ma lo ha fatto dopo vari tentennamenti che hanno esasperato i manifestanti comportando un ritardo di circa mezz'ora della carovana.
Lo ha fatto in ritardo e proditoriamente guidando la carovana della legalità lungo la via Domitiana, deviandola poi in una strada senza traffico, Viale Giochi del Mediterraneo, e bloccandola lì con la pretesa che solo 10 o 15 auto avrebbero potuto proseguire per attraversare la città.
La delusione dei tanti che si erano alzati all'alba, lasciando le proprie occupazioni, per un lento viaggio di 60 chilometri in ordinata fila al fine di segnalare alla città di Napoli il proprio sdegno contro i responsabili di un disastro ambientale unico in Europa, si è trasformata prima in forte disappunto e poi in protesta allorché è stato chiaro che le forze dell'ordine cercavano addirittura lo scontro invece che la semplice cura dell'ordine nella colorata colonna di auto regolarmente in fila.
Ma una carovana per la legalità non può scontrarsi con la polizia ed è per questo che, essendo i cittadini le mosche piccole di cui parla Balzac, nonostante l'ingiusta violenza esercitata nei loro confronti i manifestanti hanno invertito la marcia e si sono diretti alla tangenziale cittadina per raggiungere il Centro Direzionale.
L'imprevisto contrattempo ed il fatto che non si potevano avvisare le centinaia di macchine in fila di quanto accadeva in capo alla colonna anche per evitare le comprensibili reazioni di protesta che vi sarebbero state, hanno comportato lo smembramento della carovana, spezzata in più tronconi. Svariate decine di auto hanno rinunciato ma la maggior parte è riuscita solo faticosamente a ricompattarsi al Centro Direzionale dove sia il Procuratore Capo, Giovandomenico Lepore, affiancato dal dr. Aldo De chiara, procuratore aggiunto a capo della sezione ambiente, sia il presidente del Consiglio Regionale facente funzione, Gennaro Mucciolo, con i capigruppo dei partiti,li attendevano per incontrare le delegazioni dei manifestanti.
Nonostante il ritardo, gli incontri si sono svolti ma le vessazioni della polizia non sono cessate a seguito del primo e grave impedimento frapposto all'attraversamento della città e sono proseguite con accanimento incomprensibile.
Infatti, a causa del ritardo si sono formate due delegazioni, una di quattro persone è andata dal Procuratore della Repubblica e l'altra di sette persone si è diretta al Consiglio Regionale.
Mentre la delegazione in Procura veniva con cortesia ricevuta dal Lepore e dal De Chiara, l'altra delegazione il cui ingresso veniva ripetutamente sollecitato dai consiglieri regionali in attesa unitamente al Presidente Mucciolo, veniva sorprendentemente bloccata dalla Polizia.
Veniva cioè impedito con la forza l'accesso ai cittadini attesi dall'autorità per oltre un ora fin quando il funzionario della polizia che accompagnava la delegazione in Procura non si liberava dal precedente impegno.
Il tutto senza alcuna logica motivazione apparente e quindi solo per desiderio di sottolineare il proprio strapotere, bloccando dei cittadini inermi, attesi dalle autorità, al solo fine di stuzzicarli al massimo per chiarire loro che in definitiva essi, cioè i cittadini normali, sono solo le mosche piccole di cui parla Balzac e che se si agitano possono trovarsi impigliate nella ragnatela di cui parla lo scrittore francese.
Fortunatamente nessuno dei cittadini-mosche si è agitato ed alla fine nessuno è rimasto impigliato nella ragnatela della legge e portato in Questura per oltraggio alle forze dell'ordine o anche solo per un mortificante controllo.
Quasi alle tre del pomeriggio, la delegazione è stata ricevuta al Consiglio Regionale e la manifestazione che doveva concludersi alle ore 13, si è conclusa invece alle 16 con i manifestanti infreddoliti e digiuni.
Il litorale domitio, circa sessanta chilometri di costa tra le più belle d'Italia su cui domina l'Acropoli di Cuma, la prima colonia greca italiana madre di Napoli, in decenni è stato rovinato da progetti inefficienti di depurazione costati sino ad oggi almeno tremila miliardi di moneta del vecchio conio. I responsabili dell'azione di governo non sono stati neanche indagati e appena i cittadini trovano la forza di protestare vengono trattati come malfattori. L'aforismo di Honorè de Balzac è purtroppo ancora attuale a distanza di due secoli. Si tratta di una vicenda triste per davvero.
11 dicembre 2009
Gaetano Montefusco
- Da Gaetano Montefusco il 12 Dic 2009 - 08:04
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Articolo per il sito di Costa dei Sogni (www.costadeisogni.it)
Oggi, 14 luglio 2009
C'è nella praticità di certa gente qualcosa che ferisce l'animo di chi, come noi, si impegna strenuamente da anni, in estate ed in inverno senza interruzione alcuna, in difesa del nostro mare.
Convulse telefonate di raccomandazione in queste ore ci sollecitano a lanciare un messaggio che tranquillizzi la popolazione sullo stato del mare.
C'è più d'uno che preme perché scompaiano dal nostro sito le immagini di quei grassi vermi che si trascinano, sazi di luridume, sulla spiaggia, tutto in nome del ritorno alla normalità, della necessità di non spaventare la gente affetta da una vera e propria psicosi.
E' vero che, come spesso accade a causa della superficialità di chi pretende di capire sempre tutto in tre battute - e col concorso di un po' di malafede e di cialtroneria, girano ormai tra la gente vere e proprie leggende metropolitane su bambini morsicati da vermi o su file di malati agli ospedali.
Noi possiamo dire certamente che non ci risultano fatti gravi ed anomali che abbiano inciso sulla salute dei cittadini che frequentano le spiagge del nostro ferito litorale e possiamo pure affermare che la comparsa dei vermi si è verificata nei soli giorni in cui il depuratore è andato in tilt.
Oggi davvero, ma già da qualche settimana, quei vermi lì, quelli che abbiamo ripreso nei filmati che girano sulla rete e sulle televisioni, non ci sono più.
I vermi che si aggirano sui lembi della nostra terra bagnati dal mare sono di altra specie, precisamente della specie umana e sono quelli che accorrono al capezzale dell'ammalato per farsi notare e quei portatori di interessi particolari che fanno fremere di sdegno qualunque amante della natura.
«Vui 'ata dicere ca 'o problema sta sulamente a 'na parte!», che tradotto in italiano fa: “Dovete dire che il problema è circoscritto!”.
«Che me ne fotte a me do' depuratore e Cuma! Nun saccio manco addo' stanno e Reggi Lagni» che tradotto in lingua sarebbe: “Che importa a me del depuratore di Cuma! Non so neanche dove siano i Regi Lagni”.
Ci sono altri poi, quelli più istruiti, che ci sollecitano ad invitare la gente ad andare al mare a rassicurarli sul fatto che se l'Arpac afferma che ci sono siti balneabili ciò è vero.
Franco Iannuzzi, sindaco di Monte di Procida, è stato il primo tra i sindaci, come lui giustamente ama vantarsi in pubblico, forse l'unico aggiungiamo noi, ad emettere un'ordinanza di divieto di balneazione.
Il suo provvedimento, pur avendo portato Monte di Procida alla ribalta, anzi al centro dell'attenzione - come ha affermato il primo cittadino - ha destato grande allarme e provocato polemiche tra gli operatori turistici e balneari.
Il sindaco, rassicurato poi dalle analisi dell'Arpac, ha revocato tale divieto ma la gente si è mostrata scettica e non si è sentita rassicurata. Non credono all'Arpac. Allora Iannuzzi, per provare la sua convinzione sulla possibilità effettiva di balneazione, si è immerso nelle acque brune di Acquamorta, che per legge sono idonee per sguazzarci, ed ha nuotato a mare con la giunta.
Dopo il bagno del sindaco, quelli che protestano per l'allarme creato dal tilt del depuratore, vorrebbero che noi dicessimo alla gente di andare a mare dove l'Arpac dice che il mare è balneabile.
Perché? Perché dovremmo occuparci di questo? Noi non siamo sindaci e non abbiamo mai vietato la balneazione a chicchessia, non si vede per qual motivo dovremmo in qualche modo autorizzarla.
Il nostro lavoro non è in favore di una categoria o di un singolo comune, né viene svolto per accattivarsi le simpatie degli elettori. Noi rubiamo da anni il tempo e le risorse alle nostre famiglie, al lavoro e allo svago ma solo in favore del mare, non in favore degli interessi di qualcuno, di qualche gruppo di potere o di qualche località balneare.
Non abbiamo mai chiesto un euro allo Stato, alla Regione, alla Provincia o a comuni. Sono appena una decina, quelli sinceramente amanti dell'ambiente, i balneari che partecipano alla nostra associazione. Gli altri ci ignorano da sempre, in sette anni i più si sono limitati a qualche occasionale presenza ai convegni organizzati a nostre esclusive spese.
Svolgiamo la nostra attività in favore dell'ambiente marino gratis attingendo ai modestissimi fondi che versano spontaneamente gli associati, e non abbiamo padroni o padrini di alcun genere.
Non è nostro il compito di dire ai cittadini qui potete bagnarvi e qui no e non intendiamo sostituirci ai responsabili istituzionali in materia.
Possiamo ribadire che i vermi sulle spiagge, quelli veri, quelli che compaiono nei filmati, non ci sono più e che la loro presenza è stato un fatto episodico e legato solo a quei giorni in cui dal ventre di Cuma, testimonianza di civiltà che mai avrebbe dovuto essere accostato a questi problemi, è fuoriuscito materiale bruto in enormi quantità.
Non altro, non fare una mappa su dove immergersi a mare e dove no. Non prendere ordini da chi vorrebbe metterci a tacere per nascondere le proprie responsabilità oppure da chi vorrebbe dirigere la nostra azione in favore di un sito e in danno di un altro.
“Homme livre, toujours tu chériras la mer” (Uomo libero, venererai per sempre il mare). Ecco, è da Baudelaire, dai suoi magici versi, che si può comprendere sia il perché del degrado in cui si trova il nostro mare, sia il perché della nostra lotta. Noi veneriamo il mare.
Sono rimasti in pochi a venerarlo, come imponeva l'artista d'Oltralpe, perché pochi sono gli uomini liberi. Liberi da bisogni quotidiani, liberi da condizionamenti, liberi come i poeti.
Un tempo fu divino e oggi è mortale ed è per questo che lo stanno riducendo in fin di vita, il mare, e lo riduce in fin di vita chi se ne ricorda solo in estate lasciandoci soli durante il resto dell'anno a mettere in mora gli amministratori inadempienti a denunziare le aggressioni quotidiane all'ambiente.
Poseidone, Nettuno e Nereo sono nomi di alberghi, ma un tempo erano Dei. Il mare è sacro da sempre e non può essere solo una merce o uno svago oppure una strada naturale per commerci.
E' la nostra vita e quella di innumerevoli miliardi di creature che vivono immerse nel suo liquido salmastro o sulle terre emerse ed è, tra i doni che ci ha dato la natura, o Dio per chi è credente, di certo il più prezioso.
Noi siamo disponibili ad incontrare chiunque abbia a cuore i problemi del mare e della gente che onestamente di questa risorsa vive, siamo disposti ad assumerci le responsabilità per le informazioni ricavabili dal nostro sito ma non siamo disposti a rinunciare alla nostra lotta o ad attenuarne i toni.
Sono toni civili, educati e rispettosi di chiunque anche se denunziano fatti gravi di inadempienze diffuse e di attentati all'ambiente.
Il clamore che suscitano i nostri filmati, le nostre iniziative non dipendono da noi ma dalla gravità della situazione reale sulla quale non siamo disposti a stendere un velo per nasconderla ai cittadini.
Proveremo ad organizzare, chiedendo il sostegno di tutte le forze sociali e politiche interessate al problema un convegno velocemente, forse la prossima settimana. Inviteremo medici autorevoli e scienziati ai quali rivolgere le domande che molti ci pongono per stare tranquilli, ma più di questo non possiamo fare.
Non possiamo rinunciare alla nostra lotta in nome di nessuna convenienza che non sia quella del rispetto dell'ambiente e dell'informazione.
Gaetano Montefusco
- Da Gaetano Montefusco il 14 Lug 2009 - 08:13
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Dopo oltre un anno riprendo la penna per dedicarmi ad altro che sia il mio lavoro di avvocato. Avevo smesso persino di aggiornare il seguitissimo sito ambientalista di “Costa dei Sogni” (www.costadeisogni.it)e posto in stand by l'associazione ambientalista forense “L'avvocato del mare” (www.avvocatodelmare.it). La delusione provocata da un canto dalla necessità di seguire la gestione della cosa pubblica e d'altro canto dal non riuscito tentativo di aggregare o di aggregarmi a spezzoni della società civile per trovare itinerari percorribili al di fuori della tradizionale politica centro-sinistra-destra mi aveva suggerito la meditazione.
Sono poi accaduti dei fatti nuovi che mi hanno indotto ad un confronto con le persone a me più vicine e successivamente ad una scelta che mi auguro sia la meno peggiore delle alternative possibili.
I fatti nuovi sono nell'ordine:
il coraggio di Walter Veltroni che ha dato uno scossone al mondo politico italiano facendo scomparire i partiti del poco per cento attraverso i quali pochi soggetti condizionavano la vita del Paese
la risoluzione anche se temporanea, ma certamente fino ad ora duratura, del problema cumuli di immondizia nelle strade da parte del governo Berlusconi
la decisone del mio secondogenito, Gabriele, di non lasciare più Napoli, di evitare di emigrare e rimanere qui, con i suoi fratelli, tutti determinati fino a qualche tempo fa ad abbandonare i luoghi natii.
La mia ostinazione nel combattere battaglie difficili, apparentemente senza speranze, ha trovato quindi nuovo nutrimento e sono qui in cerca di alleati per portare a termine la lotta per il disinquinamento del litorale domitio.
Analizzando i fatti nuovi citati parto da Veltroni.
La riforma Veltroni
walter Veltroni è stato il vero innovatore della politica nazionale creando con la sua decisione di non fare più cartelli elettorali le condizioni per una semplificazione del sistema. Grazie alla sua scelta, Berlusconi è stato costretto a rincorrerlo accelerando la creazione del Pdl e sono così scomparsi quei piccoli partiti personali che trovavano forza nella capacità d'interdizione verso i propri alleati che governavano. L'errore di Veltroni, a mio avviso, (speculare è stato quello di Berlusconi con la Lega) è stato quello di non andare fino in fondo affrancandosi anche da Di Pietro, consentendogli così di sopravvivere a spese del PD e di nutrirsi a suo scapito e di diventare un'importante realtà numerica nel panorama nazionale.
Oggi, a seguito della riforma Veltroni il quadro politico si presenta non proprio come si sperava ma comunque più semplice. Sulla scena sono rimasti protagonisti in cinque: Pdl, Pd, Italia dei Valori, Lega Nord e UDC.
Probabilmente la vera sorpresa è stata proprio quest'ultimo partito che da solo, senza cioè la stampella dei fratelli maggiori cui si sono appoggiati Bossi e Di Pietro, è riuscito a restare a pieno titolo sul palcoscenico che conta e ha avuto modo di esaltare una propria identità moderata.
Certo è che gente come De Gregorio, Mastella, Pecoraro Scanio e similari difficilmente potranno con i loro partitini familiari condizionare nell'immediato la vita del paese anche se le recenti elezioni amministrative hanno mostrato che i cartelli elettorali non sono per niente scomparsi.
Il principale motivo per cui non scompaiono va ricercato nella mancanza della democrazia di base, nella difficoltà di accettare scelte che calano dall'alto. Altro è poi il caso, difficile da eliminare, dei portatori di verità, quelli che preferiscono le sette ai partiti e rifiutano il dialogo e la mediazione convinti che al di fuori di loro non vi sia un'umanità apprezzabile e degna di ascolto o di attenzione. I portatori del verbo, proprio perché tali, non sono una risorsa per la collettività perché troppo innamorati di sé stessi e – confondendo gli ideali con le ideologie - delle proprie sigle ideologiche.
In conclusione il metodo Veltroni ha spinto molti ad una scelta più semplice ed io la mia l'ho fatta in favore del Pdl.
Berlusconi, la spazzatura e il sole.
Berlusconi lo voto da sempre, dal primo giorno in cui è sceso in campo e lo avrei votato quale che fosse il suo partito di appartenenza. Non mi era mai capitato in passato di votare per tanto tempo lo stesso soggetto politico, avendo spaziato in passato con valutazioni serene e coscienziose tra centro, sinistra moderata e destra moderata. Ritengo che il voto sia, come dice la parola, frutto di un esame ed ogni volta ho esaminato e premiato chi ritenevo più meritevole senza condizionamenti.
Con Berlusconi è stato diverso perché credo che ci troviamo di fronte ad una persona geniale e pratica dotata di capacità poco comuni che potrebbe essere validamente contrastata solo da un gruppo coeso che possa offrire ai cittadini quella partecipazione democratica di base oggi negata dai partiti.
Lo ho votato ogni volta con convinzione e più recentemente il motivo più banale va ricercato nel fatto che ha risolto il problema della spazzatura nelle strade a Napoli. Solo i settari fanno fatica a riconoscere che davvero non vi sono più chilometri di montagne di sacchetti nelle vie cittadine e periferiche.
Di fronte a risultati del genere chi non ha pregiudizi ideologici può premiare un'azione di governo che si presenta molto incisiva in tanti altri settori.
Certo, Berlusconi non è la panacea dei mali nazionali, ma al momento non si vede in giro qualcuno di statura politica tale da superare le sue ginocchia. Se Berlusconi è un nano, come molti amano offenderlo, intorno a lui e contro di lui si vedono solo lillipuziani che, nano o no, devono alzare la testa per riuscire a vedere il suo mento.
Rimangono tanti motivi di critica tra i quali spicca l'eliocentrismo esagerato che vede premiati quelli che hanno la fortuna di stargli più vicino prescindendo dalle capacità politiche ma allo stato la scelta Berlusconi, se uno non lo odia per motivi personali o di fanatismo politico, è la più ragionevole come pensa la maggioranza degli italiani. Maggioranza che si cerca sempre di mortificare senza comprendere le ragioni di una scelta condivisa.
Se il Pdl garantirà la chiesta partecipazione democratica ci troveremo di fronte ad una bella realtà.
La decisione di mio figlio Gabriele.
Amo i miei figli tanto incondizionatamente che li seguirei ovunque, se me lo chiedessero. Il fatto che lui (www.gabrielemontefusco.it) abbia deciso di restare a Napoli e lottare per la sua terra mi riempie di orgoglio.
E' una scelta vera, non obbligata, perché ho la possibilità di consentirgli il trasferimento agiato in qualunque altra città italiana o estera ed è per questo che l'ho apprezzata molto. La sua decisione di stare qui e combattere ha ancor di più posto il problema delle scelte politiche, delle alleanze necessarie per affrontare la risoluzione di qualunque problema.
Gabriele sostiene, e la cosa mi trova concorde, che il futuro è suo e dei ragazzi della sua età e che dovrebbero essere loro a decidere della propria vita o quantomeno a far sentire le proprie idee.
Il fatto è che non ci sono molti spazi per i giovani in uno scenario politico dove contano solo i padroni dei voti, per farsi avanti con proposte e soluzioni non supportate da un numero adeguato di consensi elettorali.
A meno che uno non abbia la fortuna di avvicinarsi al Sole, in un sistema di partiti eliocentrici, non conta tanto ciò che uno dice ma quanto è distante dal Sole chi lo dice.
Se parla Noemi Letizia, le cui qualità mi sono ancora ignote, i giornali le danno le prime pagine e le televisioni fanno a gara a mandare in onda emerite sciocchezze, se parla un giovane che ha trascorso e trascorre la propria giovane vita dando il massimo dell'impegno a scuola, al lavoro o in uno sport dilettantesco, un giovane che vorrebbe dare un contributo di opere e di idee alla società in cui vive, pochi lo ascoltano.
Trovano spazio talora delle eccezioni anche se, come ad esempio nel caso di Roberto Saviano, proprio perché eccezionali queste figure trovano tanti imperdonabili detrattori che tentano di sminuirne il valore sottolineandone aspetti negativi che con tutti gli sforzi non riesco proprio a cogliere.
Anche i meno giovani, per carità, hanno difficoltà a trasmettere le proprie idee perché nei momenti di decadenza delle civiltà come quello che viviamo si creano corti e cortigiani e la voce degli uomini liberi rimane inascoltata.
Tant'è ed è difficile invertire la tendenza.
Allora non resta che tacere oppure continuare a parlare e ad esprimere il proprio pensiero sperando nel passaparola e nella qualità delle proprie idee.
Ed è per questo che ho deciso di riprendere a scrivere e di farlo sul mio blog con i miei amici dai quali accetto ogni critica perché so che sono in buona fede. Forse più in là riprenderò a scrivere per qualche giornale o completerò qualcuno dei libri che stavo scrivendo e che ho interrotto, ma ora spero di recuperare qui quei venticinque lettori che bastarono ad altri per scrivere cose di certo più meravigliose di quelle di cui sarò capace io.
Gaetano Montefusco
- Da Gaetano Montefusco il 11 Lug 2009 - 06:59
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In tanti abbiamo convissuto durante questi mesi con l'incubo che, in mancanza di soluzioni veloci, avremmo trascorso un'estate tra chilometri di immondizia in fermentazione per il caldo.
Pochi però erano davvero convinti che potesse accadere. Si confidava nella capacità di Giovanni De Gennaro, si è sperato in Berlusconi ed in Bertolaso, ma nonostante il loro impegno l'incubo si è materializzato.
Lungo le strade della periferia e della provincia di Napoli ci sono ormai da giorni chilometri di spazzatura accumulati ai bordi delle carreggiate ed i sacchetti di plastica hanno tinte sfocate e minacciano epidemie.
Fino a quando dovremo convivere con questo sconcio che non trova precedenti neanche nel libro dell'Esodo ma che porta con sé ben due tra le piaghe d'Egitto (invasione di zanzare e di mosche)?
E purtroppo questo è solo il fenomeno di degrado più evidente. Mare inquinato, terra inquinata, animi e menti inquinati dalla sete di potere e di denaro, lavoriamo per porre fine a tutto ciò.
Occorre assolutamente smettere di brontolare e accelerare il processo di creazione di un modulo organizzativo di contrasto al chiacchiericcio di chi fa affari sulle disgrazie dei cittadini.
La capacità dei professionisti della politica di trovarsi velocemente in sintonia (anche per commettere nefandezze) si scontra con l'incapacità della società civile di fare aggregazione, incapacità che spinge le
forze sane a dividersi sul poco o addirittura sul niente.
Per l'amore che portiamo alla nostra terra mettiamo da parte la diffidenza ed incontriamoci con quelli che sono più vicino a noi, troviamo con loro un'intesa per questo modulo organizzativo e passiamo finalmente all'azione.
Sabato 28 giugno dalle 16,30 alle 19,30 riunione a Giugliano, Palazzo Palumbo (Corso Campano 134).
- Da Gaetano Montefusco il 22 Giu 2008 - 09:58
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Se Nicoletta Gandus, presidente della decima sezione del tribunale di Milano, avesse evitato di criticare pubblicamente alcune leggi del precedente governo Berlusconi, sarebbe stato difficile per i legali del più volte Presidente del Consiglio presentare l'istanza di ricusazione che ha provocato nuove fibrillazioni nel mondo della giustizia.
Il fatto è che i magistrati non intendono vivere defilati rispetto alla società nella quale sono chiamati a svolgere un ruolo di terzietà.
Essi si sentono in grado di partecipare alla partita e, al tempo stesso, sono certi di poter ricoprire il ruolo di arbitro.
Vale, come esempio di questo desiderio di partecipazione alla vita politica e sociale senza limiti di sorta, il caso di Nicola Quatrano, presidente del Tribunale del riesame di Napoli recentemente rispuntato dalle parti della discarica di Chiaiano, vicino alla barricata di cassonetti e filo spinato.
«Ero lì per vedere», si è giustificato.Così come era lì per vedere, anzi per accompagnare i figli alla manifestazione, il 17 marzo 2001 qaundo scese in piazza con i no global di Napoli.
Quatrano non si nasconde e ritiene di essere libero di esprimere le sue opinioni come tutti i cittadini, come rispose al procuratore generale di Napoli che aveva stigmatizzato il fatto che, nel 2006, il suo nome era stato inserito nella lista di 68 personalità che invitavano al voto per Rifondazione comunista.
Non c'è dubbio che al cittadino che svolga l'attività di magistrato spettino i medesimi diritti degli altri, così come è certo che gli arbitri del mondo del calcio abbiano gli stessi diritti dei calciatori.
Ciononostante se un arbitro esprime le sue preferenze per una squadra o la sua avversione per un'altra e lo fa pubblicamente e ripetutamente diventa difficile credere alla sua buona fede quando fischia un rigore discutibile a favore o contro una delle squadre che ha dichiarato di amare o di odiare.
E se anche egli è in perfetta buona fede ed è in grado di separare il momento della passione calcistica da quello dell'esercizio della sua funzione nello spettatore resta sempre il dubbio.
E questo, lecito o meno che sia, non è bello.
- Da Gaetano Montefusco il 18 Giu 2008 - 06:51
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Prof. Panebianco, se era così semplice fare valere le proprie idee e reagire al cancro che ci soffoca perché lei ha preferito andar via da Contursi e dalla Campania?
Forse Harvard, Berkeley Londra o Bologna sono più facili per vivere, e perchè dall’alto della sua colta visione critica non inizia ad impegnarsi per la terra dove è nato, organizzando che so, una rivolta o un sit in incatenato ai cancelli della Regione Campania o magari scrivendo cose un po’ meno superficiali.
In questa regione si è materializzato quello che lei ha teorizzato per l’Iraq “la zona grigia, il compromesso” che lei ha descritto, sul Corriere della Sera, sono dovunque, sono diventati la nostra quotidianità, con la sola differenza che qui nella zona grigia non c’è chi opera per la sicurezza; nella zona grigia ci siamo noi persone normali che tentiamo di sopravvivere e
COMBATTIAMO DA SOLI senza quelle garanzie che lei ha avuto negli Stati Uniti prima e a Bologna poi e che le hanno permesso di vivere, lavorare e diventare quello che è.
Caro Panebianco Noi, che restiamo qui siamo degli eroi, eroi veri
COMBATTIAMO DA SOLI ogni giorno, la colpa di essere nati a Napoli e di amarla tanto da difenderla anche ora che sembra impossibile, colpa che espiamo nella quotidiana assenza di ogni forma del rispetto delle regole che invece consentono a lei e a gli altri italiani di vivere e lavorare normalmente.
COMBATTIAMO DA SOLI prima di andare a dormire con le puzze dei ristoranti, con le musiche assordanti dei baretti, con le sirene degli antifurti che ti tolgono il sonno, con le auto che ti bloccano l’ingresso di casa.
COMBATTIAMO DA SOLI al risveglio, quando riusciamo a dormire, con un traffico selvaggio tra auto parcheggiate in doppia e terza fila, tra oscene bancarelle abusive e pseudomercatini rionali.
COMBATTIAMO DA SOLI con parcheggiatori abusivi dove ci sono le strisce blu, in strade rappezzate dove la riparazione è peggiore del danno che deve eliminare, strade appena rifatte che vengono sventrate per posare nuovi tubi, con cantieri che aperti restano inattivi per mesi a creare altro disagio, strade dove i vigili, la polizia, i carabinieri, non ci sono e se ci sono intervengono quasi mai, i primi perché, sono spesso imboscati, collusi o conniventi, gli altri perché impegnati a inseguire spacciatori, scippatori, assassini, truffatori, o a misurare il rischio che corrono prima di intervenire.
COMBATTIAMO DA SOLI con strutture pubbliche che non funzionano, con comuni commissariati, con uffici regionali pieni di imboscati ed incompetenti, e quando trovi uno che ha voglia di lavorare è isolato o non ha il toner nella stampante per una lettera.
COMBATTIAMO DA SOLI con un tribunale che impiega da 5 a 10 anni per risolvere una causa civile per cui sai che non avrai giustizia nei tempi utili.
PAGO per l’assicurazione della mia auto 6 volte la somma che paga il peggiore assicurato di Cuneo eppure sono trent’anni che non denunzio sinistri ,.
PAGO una tassa sui rifiuti molto più alta della sua,
PAGO la benzina il 10% in più di tutti gli altri italiani.
HO PAGATO per anni l’ici più alta di tutti gli italiani
COMBATTO da 5 anni per avere un’autorizzazione per la mia azienda che pure ha conseguito certificazioni e riconoscimenti internazionali, molto prima dei miei concorrenti del nord, ma il comune di Pozzuoli tra un arresto del sindaco ed un commissariamento non la rilascia e la Regione che dovrebbe sostituirsi è latitante, quindi anche io sono un abusivo, con 20 dipendenti, tutti con contratto a tempo indeterminato, virtuosi abusivi anche loro.
Subisco prevaricazioni continue da arroganti che si impadroniscono di tutti i nostri spazi.
A Napoli città di mare non c’è una marina per ormeggiare una barca, gli approdi sono in gran parte nelle mani di persone dai nomi variopinti ridondanti di catene d’oro che ti chiedono anche 10.000 euro per ormeggiare un gommone per l’estate, devi pagare in anticipo e senza fattura, e non hai alternative.ma la guardia di finanza non interviene eppure sono lì tutti gli anni.
C’era bisogno delle denunzie fatte da Saviano con il suo libro, per far muovere la magistratura?
Lei ci critica e allora ci dia una sua idea per contrastare tutto questo, dobbiamo fuggire tutti come ha fatto lei? Ma per favore basta con la storia della napoletanità della fantasia e della borghesia inerte, qui serve Rambo.
Ci Siamo riuniti infinite volte e siamo scesi in piazza continuamente:
Luglio 2007 abbiamo denunziato in centinaia sia il governatore Bassolino che il sindaco Iervolino.Abbiamo presentato esposti alla procura della repubblica, abbiamo chiesto l’aiuto della stampa, Forse tra 10 anni sapremo se la legge ci ha dato ragione, ma intanto?
Settembre 2007: catena umana intorno alla sede della Regione per contestare uno dei tanti blitz legislativi fatti ad agosto eravamo 1000 professionisti, imprenditori e rappresentanti delle associazioni civiche
Novembre 2007 penso primi in italia manifestazione con 3000, tra notai, avvocati, ingegneri architetti,commercianti, medici, nonni, tutti residenti a Chiaia, a protestare per il quartiere e la città chiedendo pulizia e presenza della polizia, nella sostanza nulla è cambiato.
Gennaio 2008 durante la crisi di Pianura ho personalmente filmato i gruppetti 8/10 delinquenti che bloccavano le strade e gli incroci principali in tutta la città con cassonetti e spazzatura impedendo il passaggio e causando il caos, ma al commissariato di polizia di Bagnoli mi hanno detto che il prefetto aveva dato disposizioni di essere tolleranti per evitare di alzare il livello e la tensione.
Febbraio 2008 oltre 15.000 persone in corteo con quale risultato?
Lei cosa ci suggerisce di fare: forziamo i blocchi e ci picchiamo con questi delinquenti visto che la polizia non interviene dobbiamo farlo noi? che modello di pistola devo acquistare?
In Campania ci sono decine di associazioni civiche come la mia e migliaia di cittadini esasperati che combattono come possono.
Io non accetto più il sarcasmo nordista, bisogna starci dentro per capire, si trasferisca per due anni a Napoli e dia anche lei un contributo altrimenti eviti questi commenti offensivi.
Io non mi sento di giudicare chi si oppone alle discariche, ma è innegabile che i disordini hanno una regia criminale alle spalle.
Eppure per noi lavorare 12 ore al giorno è la prassi, venga nella mia azienda di sabato pomeriggio e ci troverà al lavoro, telefoni dopo le venti e le risponderò io, mi chieda di fare ad agosto quello che un mio concorrente del nord non le darà mai, ma non mi chieda di fare lo sceriffo.
Questo governo che ha un potere senza precedenti deve fare la sua parte e noi faremo la nostra, imponga il commissariamento al Comune di Napoli, la differenziata noi ce la manteniamo in casa e in azienda, perchè trovare le campane per depositarla è una vera impresa.
Faccia dimettere il comandante dei vigili urbani che non è in grado di comandare i suoi vigili, con le multe che non fanno potrebbero generare un fatturato superiore alla Microsoft.
COMBATTIAMO contro un muro di gomma di politici rozzi grezzi, corrotti, ignoranti, incapaci, che sono parte di un sistema corrotto e colluso talmente diffuso radicato e trasversale che abbraccia la destra il centro e la sinistra da 40 anni.
Da questi signori non possiamo aspettarci che operino per estirpare il vero male di questa regione:la criminalità, la chiami come vuole camorra mafia o ndrangheta, Panebianco questo lavoro però non lo chieda a noi, questo DEVE FARLO LO STATO, non ci chieda di combattere con questi escrementi umani che ti sparano se ti metti sulla loro strada, non abbiamo i mezzi per combatterli.
Siamo eroi è vero, ma non possiamo trasformarci in Kamikaze.
Bruno de Felice
NAPOLETANO, Imprenditore e Architetto
bdf@brunodefelice.it
- Da Gaetano Montefusco il 1 Giu 2008 - 11:37
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Abbiamo fatto una simpatica riunione presso Montefusco con ragazzi e ragazze attenti alle dinamiche socio politiche. Si è decisi di formare un gruppo politico, una specie di forum di discussione in cui fare da un lato formazione politica e dall'altro contribuire al dibattito con riunioni tematiche, conferenze, convegni allargati al mondo civile. Chi è interessato a partecipare lo dica con questo mezzo e chi ha partecipato inviti altri amici interessati. A chi è stato presente chiedo un commento anche critico della idea e del primo incontro.
Cordialità
Elpidio Baldascino
* Da elpidio baldascino il 7 Apr 2008 - 18:16
- Da Gaetano Montefusco il 9 Apr 2008 - 06:09
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Mi piacerebbe invitarti a scrivere con me un libro sugli ultimi quindici anni della nostra vita in questa Regione. Un libro interattivo, fatto assieme a te e ad altri cittadini che desiderano avere voce per un confronto pubblico quanto più completo possibile sui motivi per cui oggi, quindici anni dopo le illusioni nate sull'onda di tangentopoli, ci troviamo peggio di prima. Quando il vento giudiziario abbattè la vecchia classe politica nazionale e si passò alla cosiddetta seconda repubblica, molti di noi sperarono in un avvenire migliore, la società civile si avvicinò alla politica con entusiasmo ma l'incontro non ha dato i frutti sperati .
Oggi è sotto i nostri occhi lo sfacelo della regione nella quale viviamo e del suo capoluogo. Cos'è accaduto? A chi o a cosa è dovuta la tragedia che ci troviamo a vivere, additati all'Italia e al mondo come modello negativo?
Questi quindici anni in Campania coincidono con il periodo di governo di Antonio Bassolino ma sarebbe troppo semplice ritenere lui solo colpevole del degrado nel quale viviamo. E' colpevole, certo. Ma ci sono state alternative credibili e se si perchè non sono state percorse? Dopo lui chi e cosa ci aspetta?
Perché sono occorsi quindici anni per capire che Bassolino non era la soluzione adatta? E che ruolo hanno avuto Mastella, De Mita, Valiante, Montemarano e Pecoraro Scanio, giusto per fare qualche nome del centro-sinistra? Cosa hanno fatto invece Antonio Martusciello, Salvatore Lauro o Claudio Azzolimi che oggi non sono più candidati? E cosa hanno fatto o si propongono di fare poi Nicola Cosentino e Mara Carfagna, Alessandra Mussolini o Italo Bocchino che si candidano, giusto per fare qualche nome del centro-destra? Alle omissioni sugli altri nomi porremo rimedio insieme più in avanti.
Se la storia è maestra della vita abbiamo il dovere di ripercorrere insieme questi quindici anni per trarne possibili indicazioni per il futuro.
Il 20 marzo presenterò questo mio progetto per scrivere un libro a più mani, con chi ne ha voglia e tempo, con calma e senza fretta.
Lo farò sul sito di un prestigioso quotidiano economico che dà voce agli uomini liberi.
Senza intenti denigratori ma senza debolezza, con la forza degli argomenti e della penna, col coraggio di chi sa di correre il calcolato rischio di essere stritolato dalla Casta che ha governato la nostra terra portandola sull'orlo dell'abisso e lo farò per amore verso i miei figli e la mia famiglia, per amore della mia terra e dei valori in cui credo, primo tra tutti la partecipazione democratica la grande assente in questo momento di scelta elettorale.
Sul forum de "Il Denaro" (www.denaro.it) troverai un post denominato "De-libro" L'Afragolese. Ascesa e declino di Antonio Bassolino. Troverai un indice provvisorio, la mia premessa e i primi tre capitoli. Essendo un libro vivo possiamo insieme modificarlo in ogni sua parte, discutere, integrarlo.
Registrati e dici la tua. Una, dieci cento volte. Interagirai con me e gli altri lettori e contribuirai a scrivere una pagina, a dire la tua verità per confrontarla con la verità degli altri nel tentativo di combattere, per quanto possibile, ogni mistificazione.
Gaetano Montefusco
- Da Gaetano Montefusco il 19 Mar 2008 - 07:43
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